Questo vuol dire che non esistono porte o tramezzi come nelle classiche case a “pianta chiusa”.
Per questo ci troviamo di fronte a un progetto di arredo un po’ più complesso, dato che richiede di puntare tutto sull’armonia, la coordinazione fra gli elementi e su una strategia ben definitiva per cercare di separare visivamente le zone nonostante l’assenza di porte.
Ecco come si affronta di solito una progettazione di questo tipo.
Arredare open space: misure, impianti e stile di vita
Ogni progetto di arredamento open space a Bologna parte dalla pianta dell’ambiente, ossia con le misurazioni precise e con l’identificazione della posizione di scarichi, prese elettriche, termosifoni e finestre. Solo dopo aver mappato lo spazio si ragiona sulle scelte estetiche.
Altrettanto importante è capire come vivrai l’ambiente. Una coppia che ama cucinare, ad esempio, ha esigenze diverse da una famiglia con bambini (che ha bisogno di molta capacità contenitiva e spazio per muoversi liberamente) o da chi lavora spesso da casa e vuole integrare una zona smart working nel living.
Creare confini senza porte o pareti
In un open space il rischio principale è il caos visivo. Data l’assenza di porte e pareti, allora, ciò che si deve andare a creare sono i cosiddetti “confini invisibili”: elementi d’arredo posizionati strategicamente per separare le zone senza chiuderle.
Vediamo quali elementi aiutano a definire le zone funzionali separate dal resto.
- Isola o penisola: il separatore più efficace tra zona cottura e zona living. Aggiunge piano di lavoro e diventa punto di convivialità informale. Nelle cucine moderne Bologna la penisola è tra gli elementi più richiesti, spesso abbinata a sgabelli da bar per creare un bancone multifunzione.
- Mobili bifacciali (librerie o madie accessibili da entrambi i lati): dividono lo spazio mantenendo continuità visiva e aggiungendo contenimento su entrambi i fronti. Lasciano passare la luce e non appesantiscono l’ambiente.
- Pareti attrezzate per il living: fondamentali per creare continuità tra zona cucina e zona soggiorno, aiutano a mantenere ordinati TV, libri e oggetti quotidiani. Nelle cucine classiche Bologna le abbiniamo spesso con finiture in legno caldo per mantenere coerenza stilistica tra i due ambienti.
Nello Stosa Store di Bologna potrai trovare cucine ma anche arredi per il living coordinati. Il nostro team di interior designer lavora esattamente così: si parte dalla pianta, si definiscono le zone funzionali e solo dopo si scelgono finiture e materiali. È un metodo che evita errori costosi e garantisce un risultato coerente dall'inizio alla fine.
Illuminazione stratificata e l’errore più comune
Nell’arredamento open space Bologna conta anche l’uso della luce. Ad esempio, affidarsi a un unico lampadario centrale è l’errore che vediamo fare più spesso.
In un open space, invece, serve una illuminazione stratificata, che prevede tre livelli distinti: luce tecnica (faretti o profili LED sul piano lavoro della cucina), luce focale (una sospensione sopra il tavolo da pranzo, che funge da “ancora visiva”, ossia un elemento che attira l’occhio e definisce la zona) e luce d’ambiente (applique o strip LED indirette per la zona relax). La tonalità consigliata è 3000K (bianco caldo) per tutta la zona giorno, così da mantenere coerenza cromatica tra le diverse aree.
Palette colori e materiali per arredamento open space Bologna
Per un risultato elegante lavoriamo sempre su una palette limitata a 3 o 4 colori e materiali. Le nuove tendenze vedono il trionfo delle tonalità terrigene (cioè che ricordano la terra e la natura), come: terracotta, ocra, marrone bruciato e i verdi profondi (bosco, salvia).
Per quanto riguarda i materiali da abbinare in un open space, quelli di riferimento sono sicuramente le pietre naturali con finiture opache (marmo, travertino) e legni con venatura a vista, preferibilmente della stessa essenza per mantenere continuità.
FAQ su come progettare open space Bologna
Come si divide la cucina dal soggiorno in un open space senza muri?
La soluzione più funzionale che proponiamo spesso nello store Stosa di Via Persicetana è la penisola: separa visivamente le zone, aggiunge piano di lavoro e diventa punto di convivialità. In alternativa, laddove non fosse disponibile abbastanza spazio, una libreria bifacciale o una parete attrezzata bassa creano separazione senza sacrificare luce e continuità. La scelta dipende dalla metratura e dal layout specifico dell’ambiente.
Quali materiali scegliere per un open space che duri nel tempo?
Le finiture opache in pietra naturale o i legni (anche solo “effetto legno” per altri materiali meno prestigiosi rispetto al legno naturale) sono quelli più soddisfatti nel lungo periodo. Le superfici lucide, pur belle all’inizio, tendono a mostrare graffi e aloni con più facilità attraverso il tempo.
Cos'è esattamente la “luce focale” e perché è importante in un open space?
La luce focale è una fonte luminosa posizionata su un elemento specifico dell’ambiente (di solito il tavolo da pranzo) con lo scopo di definirlo visivamente. In un open space senza pareti svolge il ruolo che normalmente farebbe una parete: dice “qui finisce una zona e ne inizia un’altra”. Una sospensione ben scelta sopra il tavolo è spesso l’elemento che dà carattere all’intero ambiente.
Vuoi progettare il tuo arredamento open space Bologna? Vieni a trovarci nello store Stosa in Via Persicetana Vecchia 7/2 oppure prenota una consulenza gratuita con il nostro team di interior designer. Partiamo dalle misure del tuo spazio e costruiamo insieme il progetto più adatto!